J Ax & Fedez

Devi Morire

J Ax & Fedez

album:

Comunisti Col Rolex - Multiplatinum Edition (2017)

Devi Morire testo

Perchè i bambini sanno essere crudeli
Devi morire
Devi morire
J-Ax, tutti mi dicevano
Devi morire
Devi morire
E lo dicono ancora
Ma sono ancora qui
Devi morire

Primo giorno nuova scuola
all’intervallo a calcio non giocavo
Mi illudevo di lavarmi via la puzza da sfigato
Osservavo un ricciolino che era un demone sul prato
Da come ordinava agli altri si capiva che era il capo
Ma la sfiga esiste
Mandò il pallone fuori campo tra i miei piedi d’un tratto guardarono tutti quanti
Il ricciolino urla “faccia da ricchione muoviti e ridallo”
Io fermo come un cervo davanti ai fari abbaglianti
Veniva verso me, io con la palla in mano
Quando fu ad un metro non so perchè
ma la buttai lontano,
Forse mi chiedevo a ribellarsi cosa si provasse
Ma provai un pugno in bocca ed il sapore del mio sangue
Mentre mi sputava addosso
Fissavo le mie scarpe, ridevano tutti anche le ragazze
Non ero gay o straniero ma trattato uguale
Per questo so cosa prova la preda è l’agnello sacrificale

Sappiamo come ci si sente
quando la luce poi si spegne
se dopo il cielo non c’è niente
Restano qui
Tutte le paure che hai
Chissà se sarà vero
Che la vita è come un treno
E forse a quanto pare a noi ci ha preso in pieno
Siamo vivi nonostante ci dicevano
Devi morire
Devi morire

Mi sfottevano e pestavano, io non alzavo un dito
Anno dopo anno ho iniziato a odiarmi e farmi schifo
Un verme inerme neanche degno di uno sguardo
Pensavo “è tutta colpa mia che son debole e codardo”
Ogni giorno uno spintone nuovo mi buttava a terra
Stavo in classe con i vestiti sporchi di erba e di merda
Pranzavo nascosto al cesso con la puzza di piscio
Ed ero sempre nei casini e agli altri andava tutto liscio
Come l’olio nei capelli che non mi lavavo mai
Fantasticavo di ammazzarli tutti stile Columbine
I grandi non vedono, fanno finta, nessuno ti aiuta
Si impara l’omertà e a trovare sempre una scusa
Per gli occhi neri o per le labbra gonfie
La prof muta che altrimenti poi le tagliano le gomme
Poi a casa con lo zaino rotto e la maglia strappata
Mamma che ti mena e urla “sai quanto m’è costata”

Sappiamo come ci si sente
quando la luce poi si spegne
se dopo il cielo non c’è niente
Restano qui
Tutte le paure che hai
Chissà se sarà vero
Che la vita è come un treno
E forse a quanto pare a noi ci ha preso in pieno
Siamo vivi nonostante ci dicevano
Devi morire
Devi morire

Ed illuso che alla fine a certi stronzi pensi il karma
Ho cercato su Facebook il profilo del ricciolino
Lo immaginavo con dei precedenti, senza denti
Invece è in forma, anzi ha una moglie figa, un buon lavoro e un bel bambino
Nella lista dei suoi amici c’è chi pensavo lo schifasse
Il mio primo amico, il primo amore e la mia classe
Pubblica le foto in birreria col sindaco ed il prete
Qualche stronzo ci commenta sotto “sei il più bello del paese”
E’ re di una provincia boia fabbrica di noia che
Partorisce fascistelli da brava mamma troia
E dopo tutti questi anni zio la cosa che mi infoia
E’ che dovrei dimenticarlo e invece spero ch’egli muoia
Non m’ha formato il carattere come in giro si dice
Piuttosto m’ha lasciato una cicatrice nella psiche
Ora ho i mezzi per rimuoverla come l’appendicite
Ma magari un giorno gli sparo poi vado in galera felice

Devi morire
Devi morire
Devi morire
Devi morire
Sappiamo come ci si sente
quando la luce poi si spegne
se dopo il cielo non c’è niente
Restano qui
Tutte le paure che hai
Chissà se sarà vero
Che la vita è come un treno
E forse a quanto pare a noi ci ha preso in pieno
Siamo vivi nonostante ci dicevano
Devi morire
Devi morire